Famiglie in cammino alla scuola di Don Bosco PDF Stampa E-mail

Scarica la nostra presentazione (in Italiano, Inglese e Spagnolo)... Per accedere a tutto il resto dei documenti sul sito è necessario registrarsi!

AdmaFamilyCover

Logotipo-ADMA-lite

Siamo famiglie che da circa venti anni, guidati da sacerdoti salesiani, percorrono insieme un cammino che ha dato molti frutti:

  • un amore tra coniugi che si rinnova ogni giorno,
  • una crescita spirituale come singoli e come famiglie,
  • una formazione come genitori nel difficile compito educativo,
  • un'amicizia tra i nostri figli che li rende capaci di condividere la fede e di testimoniarla agli altri.

Tutto questo non senza fatica, ma sicuri che questo cammino è completamente affidato al Signore e a Maria. L'esperienza ci ha fatto capire quanto è importante formarsi nella vita di fede, sotto la guida di sacerdoti...

Leggi tutto...
 
Il mese di ottobre è il mese del Rosario. PDF Stampa E-mail
Notizie

Il mese di ottobre è il mese del Rosario.

Così diceva Benedetto XII (+1730) : « Il Rosario è il rimedio sovrano agli errori e ai vizi. »

Un’arma particolarmente efficace per risolvere qualsiasi problema temporale

Suor Lucia (una delle tre veggenti della Madonna di Fatima, nel 1917, in Portogallo), ha confidato a questo proposito a padre Fuentes, il 26 dicembre 1957 : « La Santa Vergine ha dato una nuova efficacia alla recita del rosario. Non esiste nessun problema, il più difficile che sia, che non possiamo risolvere recitando il santo Rosario. »

 La prima data di una vittoria del Rosario è quella contro i Catari. Ebbe luogo il 12 settembre 1213 a Muret. Fu condotta da 800 cavalieri francesi chiamati da papa Innocenzo III e condotti da Simon de Montfort. Affrontarono un esercito di 34 mila uomini : Catari rinforzati dagli spagnoli condotti da Pietro II d’Aragona. Durante tutta la battaglia, san Domenico fece pregare il rosario nella chiesa di Muret. La vittoria fu folgorante : 8 caduti da pare francese e 10 mila da parte spagnola e catara, tra cui Pietro II. Ciò permise il ritorno della pace.

Papa Benedetto XVI risponde alla domanda : perché pregare il Rosario ?

« Il Rosario non è una pratica religiosa del passato, come preghiera d’altri tempi ai quali si pensa con nostalgia. Il Rosario conosce, al contrario, una nuova primavera .»

« Il Rosario è, indubbiamente, uno dei segni più eloquenti dell’amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per sua Madre. »

« Nel mondo attuale, così frammentato, questa preghiera ci aiuta a collocare Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente ciò che si diceva su suo Figlio, e poi quello che diceva e faceva. »

« Quando si recita il rosario, si rivivono i momenti importanti e significativi della storia della salvezza ; si percorrono nuovamente le tappe della missione di Cristo. »

« Con Maria, si volge il proprio cuore verso il mistero di Gesù. Si pone Gesù nel cuore della nostra vita, del nostro tempo, delle nostre città, per mezzo della contemplazione e la meditazione dei suoi santi misteri di gioia, di luce, di dolore e di gloria. »

  « Che Maria ci aiuti ad accogliere in noi la grazia che emana dai suoi misteri, affinché, attraverso di noi, possa ‘irrigare’ la società, a partire dalle nostre relazioni quotidiane, e purificarla dalle numerose forze negative aprendola alla novità di Dio. »

« Il Rosario pregato in maniera autentica, non superficiale, apporta in effetti la pace e la riconciliazione. Contiene in se stesso la potenza che guarisce del santissimo Nome di Gesù, invocato con fede  e amore al centro di ogni Ave Maria. »

« Il rosario, quando non è una ripetizione meccanica di formule tradizionali, è una meditazione biblica che ci fa ripercorrere gli avvenimenti della vita del Signore in compagnia della beata Vergine, conservandoli, come Lei, nel nostro cuore. »

« Che questa buona abitudine non cessi ; che continui anche con un maggior zelo, affinché, alla scuola di Maria, la lampada della fede brilli sempre più nel cuore dei Cristiani e delle loro case. »

 
Le famiglie possono diventare una benedizione per il mondo PDF Stampa E-mail
Notizie

Migliaia di famiglie filippine hanno gremito venerdì 16 gennaio la Mall of Asia Arena di Manila per partecipare al grande incontro di festa e di testimonianza con Papa Francesco.
Di seguito la traduzione italiana del discorso pronunciato dal Pontefice in inglese e in spagnolo. 

Care famiglie, Cari amici in Cristo,
Sono grato per la vostra presenza qui questa sera e per la testimonianza del vostro amore per Gesù e la sua Chiesa. Ringrazio il Vescovo Reyes, Presidente della Commissione Episcopale per la Famiglia e la Vita, per le sue parole di benvenuto a vostro nome. In maniera particolare ringrazio coloro che hanno presentato le testimonianze — grazie! — e hanno condiviso la loro vita di fede con noi. La Chiesa nelle Filippine è benedetta dall’apostolato di molti movimenti che si occupano della famiglia, e io li ringrazio per la loro testimonianza! 

Le Scritture parlano poco di san Giuseppe e, là dove lo fanno, spesso lo troviamo mentre riposa, con un angelo che in sogno gli rivela la volontà di Dio. Nel brano evangelico che abbiamo appena ascoltato, troviamo Giuseppe che riposa non una, ma due volte. Questa sera vorrei riposare nel Signore con tutti voi. Ho bisogno di riposare nel Signore con le famiglie, e ricordare la mia famiglia: mio padre, mia madre, mio nonno, mia nonna... Oggi io riposo con voi e vorrei riflettere con voi sul dono della famiglia.

Ma prima vorrei dire qualcosa sul sogno. Il mio inglese però è così povero! Se me lo permettete, chiederò a Mons. Miles di tradurre e parlerò in spagnolo. A me piace molto il sogno in una famiglia. Tutte le mamme e tutti i papà hanno sognato il loro figlio per nove mesi. È vero o no? [Sì!] Sognare come sarà questo figlio... Non è possibile una famiglia senza il sogno. Quando in una famiglia si perde la capacità di sognare, i bambini non crescono e l’amore non cresce, la vita si affievolisce e si spegne. Per questo vi raccomando che la sera, quando fate l’esame di coscienza, ci sia anche questa domanda: oggi ho sognato il futuro dei miei figli? Oggi ho sognato l’amore del mio sposo, della mia sposa? Oggi ho sognato i miei genitori, i miei nonni che hanno portato avanti la storia fino a me? È tanto importante sognare. Prima di tutto, sognare in una famiglia. Non perdete questa capacità di sognare! 

E quante difficoltà nella vita dei coniugi si risolvono se noi conserviamo uno spazio per il sogno, se ci fermiamo a pensare al coniuge, e sogniamo la bontà che hanno le cose buone. Per questo è molto importante recuperare l’amore attraverso il “progetto” di tutti i giorni. Non smettete mai di essere sposi!

Il riposo di Giuseppe gli ha rivelato la volontà di Dio. In questo momento di riposo nel Signore, facendo una sosta tra i nostri numerosi doveri e attività quotidiani, Dio parla anche a noi. Ci parla nella Lettura che abbiamo ascoltato, nelle preghiere e nelle testimonianze, e nel silenzio del nostro cuore. Riflettiamo su che cosa il Signore ci sta dicendo, specialmente nel Vangelo di questa sera. Ci sono tre aspetti di questo brano che vi prego di considerare. Primo: riposare nel Signore. Secondo: alzarsi con Gesù e Maria. Terzo: essere voce profetica.

Riposare nel Signore. Il riposo è necessario per la salute della nostra mente e del nostro corpo, eppure è spesso così difficile da raggiungere, a causa alle numerose esigenze che pesano su di noi. Il riposo è anche essenziale per la nostra salute spirituale, affinché possiamo ascoltare la voce di Dio e comprendere quello che ci chiede. Giuseppe fu scelto da Dio per essere padre putativo di Gesù e sposo di Maria. Come cristiani, anche voi siete chiamati, come Giuseppe, a preparare una casa per Gesù. Preparare una casa per Gesù! Voi preparate una casa per Lui nei vostri cuori, nelle vostre famiglie, nelle vostre parrocchie e nelle vostre comunità.

Per ascoltare e accogliere la chiamata di Dio, e preparare una casa per Gesù, dovete essere capaci di riposare nel Signore. Dovete trovare il tempo ogni giorno per riposare nel Signore, per pregare. Pregare è riposare nel Signore. Ma voi potreste dirmi: Santo Padre, lo sappiamo; io vorrei pregare, ma c’è tanto lavoro da fare! Devo prendermi cura dei miei figli; ho i doveri di casa; sono troppo stanco perfino per dormire bene. È giusto. Questo potrebbe essere vero, ma se noi non preghiamo non conosceremo mai la cosa più importante di tutte: la volontà di Dio per noi. Inoltre, pur con tutta la nostra attività, con le nostre mille occupazioni, senza la preghiera concluderemo davvero poco.

Riposare in preghiera è particolarmente importante per le famiglie. È prima di tutto nella famiglia che impariamo come pregare. Non dimenticate: quando la famiglia prega insieme, rimane insieme. Questo è importante. Lì arriviamo a conoscere Dio, a crescere come uomini e donne di fede, a sentirci membri della più grande famiglia di Dio, la Chiesa. Nella famiglia impariamo ad amare, a perdonare, ad essere generosi e aperti e non chiusi ed egoisti. Impariamo ad andare al di là dei nostri bisogni, ad incontrare gli altri e a condividere la nostra vita con loro. Ecco perché è così importante pregare in famiglia! Così importante! Ecco perché le famiglie sono così importanti nel piano di Dio per la Chiesa! Riposare nel Signore è pregare. Pregare insieme in famiglia. 

Vorrei anche dirvi una cosa molto personale. Io amo molto san Giuseppe, perché è un uomo forte e silenzioso. Sul mio tavolo ho un’immagine di san Giuseppe che dorme. E mentre dorme si prende cura della Chiesa! Sì! Può farlo, lo sappiamo. E quando ho un problema, una difficoltà, io scrivo un foglietto e lo metto sotto san Giuseppe, perché lo sogni! Questo gesto significa: prega per questo problema!

Ora consideriamo “alzarsi con Gesù e Maria”. Questi preziosi momenti di riposo, di pausa con il Signore in preghiera, sono momenti che vorremmo forse poter prolungare. Ma come san Giuseppe, una volta ascoltata la voce di Dio, dobbiamo scuoterci dal nostro sonno; dobbiamo alzarci e agire (cfr. Rm 13, 11). In famiglia, dobbiamo alzarci e agire! La fede non ci toglie dal mondo, ma ci inserisce più profondamente in esso. Questo è molto importante! Dobbiamo andare in profondità nel mondo, ma con la forza della preghiera. Ognuno di noi, infatti, svolge un ruolo speciale nella preparazione della venuta del Regno di Dio nel mondo. 

Proprio come il dono della Santa Famiglia fu affidato a san Giuseppe, così il dono della famiglia e il suo posto nel piano di Dio viene affidato a noi. Come san Giuseppe. Il dono della Santa Famiglia è stato affidato a san Giuseppe, perché lo portasse avanti. A ciascuno di voi e di noi — perché anch’io sono figlio di una famiglia — viene affidato il piano di Dio perché venga portato avanti. L’Angelo del Signore rivelò a Giuseppe i pericoli che minacciavano Gesù e Maria, costringendoli a fuggire in Egitto e poi a stabilirsi a Nazaret. Proprio così, nel nostro tempo, Dio ci chiama a riconoscere i pericoli che minacciano le nostre famiglie e a proteggerle dal male.

Stiamo attenti alle nuove colonizzazioni ideologiche. Esistono colonizzazioni ideologiche che cercano di distruggere la famiglia. Non nascono dal sogno, dalla preghiera, dall’incontro con Dio, dalla missione che Dio ci dà, vengono da fuori e per questo dico che sono colonizzazioni. Non perdiamo la libertà della missione che Dio ci dà, la missione della famiglia. E così come i nostri popoli, in un momento della loro storia, arrivarono alla maturità di dire “no” a qualsiasi colonizzazione politica, come famiglie dobbiamo essere molto molto sagaci, molto abili, molto forti, per dire “no” a qualsiasi tentativo di colonizzazione ideologica della famiglia, e chiedere a san Giuseppe, che è amico dell’Angelo, che ci mandi l’ispirazione di sapere quando possiamo dire “sì” e quando dobbiamo dire “no”.

I pesi che gravano sulla vita della famiglia oggi sono molti. Qui nelle Filippine, innumerevoli famiglie soffrono ancora le conseguenze dei disastri naturali. La situazione economica ha provocato la frammentazione delle famiglie con l’emigrazione e la ricerca di un impiego, inoltre problemi finanziari assillano molti focolari domestici. Mentre fin troppe persone vivono in estrema povertà, altri vengono catturati dal materialismo e da stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana. Queste sono le colonizzazioni ideologiche. La famiglia è anche minacciata dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell’effimero, una mancanza di apertura alla vita.

Penso al Beato Paolo VI. In un momento in cui si poneva il problema della crescita demografica, ebbe il coraggio di difendere l’apertura alla vita nella famiglia. Lui conosceva le difficoltà che c’erano in ogni famiglia, per questo nella sua Enciclica era molto misericordioso verso i casi particolari, e chiese ai confessori che fossero molto misericordiosi e comprensivi con i casi particolari. Però lui guardò anche oltre: guardò i popoli della Terra, e vide questa minaccia della distruzione della famiglia per la mancanza dei figli. Paolo VI era coraggioso, era un buon pastore e mise in guardia le sue pecore dai lupi in arrivo. Che dal Cielo ci benedica questa sera.

Il mondo ha bisogno di famiglie buone e forti per superare queste minacce! Le Filippine hanno bisogno di famiglie sante e piene d’amore per custodire la bellezza e la verità della famiglia nel piano di Dio ed essere di sostegno e di esempio per le altre famiglie. Ogni minaccia alla famiglia è una minaccia alla società stessa. Il futuro dell’umanità, come ha detto spesso san Giovanni Paolo II, passa attraverso la famiglia (cfr. Familiaris consortio, 85). Il futuro passa attraverso la famiglia. Dunque, custodite le vostre famiglie! Proteggete le vostre famiglie! Vedete in esse il più grande tesoro della vostra nazione e nutritele sempre con la preghiera e la grazia dei Sacramenti. Le famiglie avranno sempre le loro prove, non hanno bisogno che gliene aggiungiate altre! Invece, siate esempi di amore, perdono e attenzione. Siate santuari di rispetto per la vita, proclamando la sacralità di ogni vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. Che grande dono sarebbe per la società se ogni famiglia cristiana vivesse pienamente la sua nobile vocazione! Allora, alzatevi con Gesù e Maria e disponetevi a percorrere la strada che il Signore traccia per ognuno di voi.

Infine, il Vangelo che abbiamo ascoltato ci ricorda che il nostro dovere di cristiani è essere voci profetiche in mezzo alle nostre comunità. Giuseppe ha ascoltato la voce dell’Angelo del Signore e ha risposto alla chiamata di Dio di prendersi cura di Gesù e Maria. In questo modo egli ha svolto il suo ruolo nel piano di Dio ed è diventato una benedizione non solo per la Santa Famiglia, ma per tutta l’umanità. Con Maria, Giuseppe è stato modello per il bambino Gesù mentre cresceva in sapienza, età e grazia (cfr. Lc 2, 52). Quando le famiglie mettono al mondo i bambini, li educano alla fede e ai sani valori e insegnano loro a contribuire al bene della società, diventano una benedizione per il mondo. Le famiglie possono diventare una benedizione per il mondo! L’amore di Dio diventa presente e attivo attraverso il modo con cui noi amiamo e le buone opere che compiamo. Così diffondiamo il Regno di Cristo nel mondo. Facendo questo, siamo fedeli alla missione profetica che abbiamo ricevuto nel Battesimo. 

Durante quest’anno, che i vostri Vescovi hanno qualificato come Anno dei Poveri, vi chiederei, in quanto famiglie, di farvi particolarmente attenti alla nostra chiamata ad essere discepoli missionari di Gesù. Questo significa essere pronti ad andare oltre i confini delle vostre case e prendervi cura dei fratelli e delle sorelle più bisognosi. Vi chiedo di interessarvi specialmente a coloro che non hanno una famiglia propria, in particolare degli anziani e dei bambini orfani. Non lasciateli mai sentire isolati, soli e abbandonati, ma aiutateli a sentire che Dio non li ha dimenticati. Oggi mi sono commosso tantissimo dopo la Messa, quando ho visitato questa casa di bambini soli, senza famiglia. Quanta gente lavora nella Chiesa perché questa casa sia una famiglia! Questo significa portare avanti, profeticamente, il significato di una famiglia. 

Potreste essere voi stessi poveri in senso materiale, ma avete un’abbondanza di doni da offrire quando offrite Cristo e la comunità della sua Chiesa. Non nascondete la vostra fede, non nascondete Gesù, ma portatelo nel mondo e offrite la testimonianza della vostra vita familiare! 

Cari amici in Cristo, sappiate che io prego sempre per voi! Prego per le famiglie, lo faccio! Prego che il Signore continui ad approfondire il vostro amore per Lui, e che questo amore possa manifestarsi nel vostro amore vicendevole e per la Chiesa. Non dimenticate Gesù che dorme! Non dimenticate san Giuseppe che dorme! Gesù ha dormito con la protezione di Giuseppe. Non dimenticate: il riposo della famiglia è la preghiera. Non dimenticate di pregare per la famiglia. Pregate spesso e portate i frutti della vostra preghiera nel mondo, perché tutti possano conoscere Gesù Cristo e il suo amore misericordioso. Per favore, “dormite” anche per me: pregate anche per me, ho davvero bisogno delle vostre preghiere e conterò sempre su di esse. Grazie tante!

 
LETTERA DEL PAPA ALLE FAMIGLIE PDF Stampa E-mail
Notizie

Lettera di Papa Francesco alle famiglie

25.02.2014

Care famiglie,

mi presento alla soglia della vostra casa per parlarvi di un evento che, come è noto, si svolgerà nel prossimo mese di ottobre in Vaticano. Si tratta dell’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata per discutere sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”. Oggi, infatti, la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo affrontando anche le nuove urgenze pastorali che riguardano la famiglia.

Questo importante appuntamento coinvolge tutto il Popolo di Dio, Vescovi, sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici delle Chiese particolari del mondo intero, che partecipano attivamente alla sua preparazione con suggerimenti concreti e con l’apporto indispensabile della preghiera. Il sostegno della preghiera è quanto mai necessario e significativo specialmente da parte vostra, care famiglie. Infatti, questa Assemblea sinodale è dedicata in modo speciale a voi, alla vostra vocazione e missione nella Chiesa e nella società, ai problemi del matrimonio, della vita familiare, dell’educazione dei figli, e al ruolo delle famiglie nella missione della Chiesa. Pertanto vi chiedo di pregare intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini i Padri sinodali e li guidi nel loro impegnativo compito. Come sapete, questa Assemblea sinodale straordinaria sarà seguita un anno dopo da quella ordinaria, che porterà avanti lo stesso tema della famiglia. E, in tale contesto, nel settembre 2015 si terrà anche l’Incontro Mondiale delle Famiglie a Philadelphia. Preghiamo dunque tutti insieme perché, attraverso questi eventi, la Chiesa compia un vero cammino di discernimento e adotti i mezzi pastorali adeguati per aiutare le famiglie ad affrontare le sfide attuali con la luce e la forza che vengono dal Vangelo.

Vi scrivo questa lettera nel giorno in cui si celebra la festa della Presentazione di Gesù al tempio. L’evangelista Luca narra che la Madonna e san Giuseppe, secondo la Legge di Mosè, portarono il Bambino al tempio per offrirlo al Signore, e che due anziani, Simeone e Anna, mossi dallo Spirito Santo, andarono loro incontro e riconobbero in Gesù il Messia (cfr Lc 2,22-38). Simeone lo prese tra le braccia e ringraziò Dio perché finalmente aveva “visto” la salvezza; Anna, malgrado l’età avanzata, trovò nuovo vigore e si mise a parlare a tutti del Bambino. È un’immagine bella: due giovani genitori e due persone anziane, radunati da Gesù. Davvero Gesù fa incontrare e unisce le generazioni! Egli è la fonte inesauribile di quell’amore che vince ogni chiusura, ogni solitudine, ogni tristezza. Nel vostro cammino familiare, voi condividete tanti momenti belli: i pasti, il riposo, il lavoro in casa, il divertimento, la preghiera, i viaggi e i pellegrinaggi, le azioni di solidarietà… Tuttavia, se manca l’amore manca la gioia, e l’amore autentico ce lo dona Gesù: ci offre la sua Parola, che illumina la nostra strada; ci dà il Pane di vita, che sostiene la fatica quotidiana del nostro cammino.

Care famiglie, la vostra preghiera per il Sinodo dei Vescovi sarà un tesoro prezioso che arricchirà la Chiesa. Vi ringrazio, e vi chiedo di pregare anche per me, perché possa servire il Popolo di Dio nella verità e nella carità. La protezione della Beata Vergine Maria e di san Giuseppe accompagni sempre tutti voi e vi aiuti a camminare uniti nell’amore e nel servizio reciproco. Di cuore invoco su ogni famiglia la benedizione del Signore.

Dal Vaticano, 2 Febbraio 2014

Festa della Presentazione del Signore

FRANCISCUS

 
ATTO DI AFFIDAMENTO A MARIA 13 OTTOBRE 2013 PDF Stampa E-mail
Notizie

ATTO DI AFFIDAMENTO A MARIA

Beata Maria Vergine di Fatima,

con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna

uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni

che ti dicono beata.

Celebriamo in te le grandi opere di Dio,

che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull’umanità,

afflitta dal male e ferita dal peccato,

per guarirla e per salvarla.

Accogli con benevolenza di Madre

l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,

dinanzi a questa tua immagine a noi tanto cara.

Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi

e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori.

Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo

e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.

Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:

benedici e rafforza ogni desiderio di bene;

ravviva e alimenta la fede;

sostieni e illumina la speranza;

suscita e anima la carità;

guida tutti noi nel cammino della santità.

Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione

per i piccoli e i poveri,

per gli esclusi e i sofferenti,

per i peccatori e gli smarriti di cuore:

raduna tutti sotto la tua protezione

e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù.

Amen.

 
PRACHARBON 2013 PDF Stampa E-mail
Notizie

ADMA: ESERCIZI SPIRITUALI FAMIGLIE

Dal 4 al 17 agosto a Pracharbon (Val d’Ayas), l’ADMA (Associazione di Maria Ausiliatrice) ha proposto due turni di esercizi spirituali per le famiglie.

Complessivamente vi hanno partecipato famiglie per 400 persone circa provenienti da Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto.

Le riflessioni erano guidate da don Pierluigi Camerini (animatore spirituale dell’ADMA a livello mondiale) sul tema “Il combattimento spirituale”. Nella catechesi quotidiane, don Pierluigi ha sviluppato  il tema partendo da un personaggio biblico (Giacobbe, Geremia, Gesù) collegandolo alla figura di un santo (padri del deserto, S. Francesco di Sales, S. Teresina, B. Laura Vicuña).

Le giornate si aprivano con la recita delle lodi.

Alle ore 10 ci si ritrovava per la catechesi che era seguita dal silenzio fino alle 12 quando si recitava il Rosario.

Dalle 15 alle 16, nella bella e raccolta cappella, c’era l’esposizione dell’Eucaristia per l’adorazione guidata.

Il pomeriggio proseguiva con la condivisione della giornata e la celebrazione della S. Messa celebrata da don Roberto Carelli.

Alle 21.30 la giornata si chiudeva con la “buonanotte” salesiana e la recita di Compieta.

Momenti forti di questi esercizi sono stati la giornata di deserto che iniziava al mercoledì sera e proseguiva per tutto il giovedì e l’adorazione notturna tra il venerdì e il sabato.

Don Pierluigi e don Roberto erano sempre disponibili per colloqui spirituali e per il Sacramento della Riconciliazione. Il “lavoro” non è mai mancato loro! Deo gratias!

Mentre i genitori erano tutti immersi nella riflessione anche i bambini seguivano un loro percorso fatto di momenti formativi e gioco.

Erano divisi in tre fasce in base all’età: nido, infanzia, primaria e medie seguiti da una ventina di animatori coordinati da alcune coppie di adulti.

Il tema che ha guidato le loro giornate era una storia preparata appositamente, dal titolo: “La luce nel cuore”. Aiutati da personaggi dei cartoni animati (Simba, la bella addormentata, la bella e la bestia, …) sono stati sapientemente guidati a scoprire le ombre, i vizi, che insidiano la vita e a lottare per vincerle con le virtù.

Anche per loro il giovedì è stato il cuore del campo dove hanno vissuto l’incontro con Gesù nel Sacramento della riconciliazione

E al venerdì… tutti in gita sulle montagne valdostane!

Ringraziamo il signore per l’abbondanza di grazie ricevute in questi giorni.

L’iniziativa degli esercizi spirituali si inserisce nelle iniziative dell’ADMA che hanno come mèta l’integrazione tra pastorale famigliare e pastorale giovanile.

Il cammino formativo per le famiglie proseguirà durante l’anno coni ritiri mensili guidati da don Roberto Carelli.

L’ADMA propone inoltre due momenti forti nei quali si potrà conoscere lo spirito dell’associazione: domenica 29 settembre e domenica 18 maggio (ore 9.30 – 17.30) a Valdocco.

Il 27 ottobre, sempre a Valdocco, si terrà la Giornata mariana annuale.

 
Messa a Santa Marta-Tre amori per un matrimonio PDF Stampa E-mail
Notizie

Messa a Santa Marta-Tre amori per un matrimonio

 

Stampa

2014-06-02 L’Osservatore Romano

È stata una piccola festa, per quindici coppie di sposi che hanno ricordato l’anniversario di matrimonio, la messa celebrata dal Papa lunedì mattina, 2 giugno, nella cappella della Casa Santa Marta. Proprio prendendo spunto dall’esperienza vissuta da queste famiglie, il Pontefice ha indicato le linee essenziali del sacramento del matrimonio e «dell’amore sponsale di Gesù per la Chiesa», cioè «per tutti noi»: fedeltà, perseveranza, fecondità.

 

Leggi tutto...
 
AMARSI PER SEMPRE SOTTO LA CROCE PDF Stampa E-mail
Notizie

L’incontro dei fidanzati con il Papa 

AMARSI PER SEMPRE SOTTO LA CROCE


S
arà che sono di Perugia, e san Valentino è il patrono di Terni, e si sa che il campanilismo provinciale raggiunge agilmente le vette del ridicolo; sarà che ero la ragazzina secca e lunga a cui nessuno regalava cioccolatini; sarà che Mister Right per lunghi anni è sembrato introvabile, dovendo rispettare canoni di perfezione elevatissimi – leggermente più affascinante del Grande Gatsby, leggermente più bravo a scrivere di Michel Houellebecq, leggermente più brillante dei fratelli Marx messi insieme... Insomma, San Valentino io non l’ho mai festeggiato, e alla notizia dell’incontro del Papa con i fidanzati ho avuto un moto di perplessità.

Mi sono chiesta cosa c’entri una cosa molto seria come l’amicizia con il Dio incarnato che muore in croce per noi con le rose, i cioccolatini, gli apostrofi rosa tra le parole t’amo.

Niente. Ovviamente non c’entra niente. Ma è tutto lì il senso dell’amore. Se c’è un luogo dove è davvero possibile dare un senso alla festa dei fidanzati, uno solo, questo è ai piedi della croce. Il fatto è che solo l’amore di Dio rende possibile una cosa così improbabile, assurda, ardua e folle come l’amore tra un uomo e una donna. L’amore per sempre. È totalmente irragionevole, su, siamo seri. Chi può davvero credere che quelle cose che adesso trovi irresistibili: il modo di muovere le mani, di distogliere lo sguardo, di dire 'pronto' al telefono, tra venti anni non ti daranno ai nervi? Chi può pensare che l’uomo o la donna che rispondono al tuo bisogno di oggi – che sia desiderio di protezione, istinto materno o voglia di leggerezza – saranno ancora giusti domani, quando sarai un uomo o una donna diversa? Chi può pensare di adattarsi a una creatura appartenente a un’altra specie – maschile o femminile – e che non parla neanche la stessa lingua (basti pensare alla apparentemente innocua locuzione «ciao, come va?» che per un uomo è una formula di cortesia, mentre per una donna è l’invito ad aprire gli anfratti del proprio cuore per spiegare con dovizia di particolari, esattamente, 'come va' la sua vita in quel momento, tanto che come è noto certi uomini evitano accuratamente di lasciarsi sfuggire di bocca la domanda, per paura di dover ascoltare la risposta).

Dio. Solo Dio può dire per sempre. E allora, adesso che ci penso, passando sopra all’avversione per le valentine col pizzo che come Charlie Brown ho sempre atteso invano, se c’è un luogo dove ha senso festeggiare l’amore, è solo nel cuore della Chiesa. L’amore come lo intende tutta la cultura occidentale, ormai divenuta planetaria – emozione, desiderio di conquista, gusto della scoperta – è solo l’inizio, ma l’amore come capacità eroica di dare la vita tutta intera per l’altro, questo non può che venire da Dio. Sarà un amore capace di sopravvivere alla fine o almeno alla trasformazione delle emozioni, sarà capace di mettere una croce – è inevitabile che avvenga, anche nel più riuscito dei matrimoni – sui desideri del proprio cuore, sarà anche capace di affrontare rinunce crudeli, amputazioni di sé, potature, a volte del centro del cuore sanguinante, sarà capace di capire che un uomo e una donna sono sempre due povertà che si donano l’una all’altra, piene di difetti, di ferite, di affetti sballati.

Il mondo dice all’uomo di ascoltare il suo cuore senza esitare. È rimasta solo la Chiesa a dire all’uomo la verità, ed è fondamentale che continui a farlo, perché mai come oggi è stata vox clamans in deserto: siamo creature ferite, malcerte, insicure, infedeli. Noi sappiamo che dal cuore dell’uomo viene una valanga di cose sulle quali non possiamo sempre fare affidamento. Il cuore ci fa desiderare, cioè alzare lo sguardo verso le stelle. Ma il desiderio è una parte dell’amore. L’amore è un giudizio, una scelta, una decisione, un comandamento. Il primo dei comandamenti di Dio all’uomo è appunto Shemà, Israel. Ascolta Israele. Ascolta un’altra fonte di informazione su te stesso, ascolta qualcuno che è più grande di te, e vede più lontano. Karol Wojtyla, quando da vescovo seguiva le coppie di fidanzati, le ammoniva: non dire «ti amo», dì piuttosto «partecipo con te dell’amore di Dio».

Costanza Miriano - Avvenire 14-02-14

 
Solo per oggi PDF Stampa E-mail
Notizie

Una bellissima preghiera di papa Giovanni XXIII dedicata al vivere quotidiano. E' un testo famoso, ma merita di essere riletto, e meditato. La preghiera si intitola "Solo per oggi".

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata
senza voler risolvere i problemi della mia vita
tutti in una volta.

Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare,
e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti,
farò in modo che nessuno se ne accorga.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto:
vestirò con sobrietà, non alzerò la voce,
sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno,
non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno
tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza
che sono stato creato per essere felice
non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze,
senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo
a sedere in silenzio ascoltando Dio,
ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo,
così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione
e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma:
forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò.
E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore,
nonostante le apparenze,
che l'esistenza si prende cura di me
come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori.
In modo particolare non avrò paura
di godere di ciò che è bello
e di credere nell'Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe
se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.

(Preghiera di Papa Giovanni XXIII)

 
La memoria dello Spirito PDF Stampa E-mail
Notizie

La memoria dello Spirito di Pierangelo Sequeri

Un popolo così bello, che presidia af­fettuosamente il luogo di
nascita del nuovo Papa, fin dall’inizio delle doglie della Chiesa, non
l’avevamo ancora visto.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Avanti > Fine >>

Pagina 1 di 9
Condividi su Facebook
Joomla Templates by Joomlashack